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Mafia: Fond. Caponnetto, non esiste par condicio con antimafia, è ora di finirla

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Mafia: Fond. Caponnetto, non esiste par condicio con antimafia, è ora di finirla

 

 

(AGI) – Roma, 10 apr. – “E’ ora di finirla. La mafia rappresenta il male assoluto e con il male non si tratta. Purtroppo aver dato spazio ai figli dei boss mafiosi in Tv ha portato oggi a questa situazione folle”. Lo afferma, in merito all’inchiesta dell’AGI sulla "storia del boss mafioso che chiede il diritto di replica a scuola", il presidente della Fondazione Caponnetto, Salvatore Calleri.

Calelri aggiunge che “la Fondazione Antonino Caponnetto ritiene che non esiste la possibilità che ci ci si trovi di fronte ad una sorta di par condicio tra la mafia e l'antimafia”. (AGI)

 

 

QUANDO CAPONNETTO STRONCO' IL REFERENDUM SULLA BICAMERALE

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Interessante documento.

 

http://antoninocaponnetto.blogspot.it/2017/04/antonino-caponnetto-quando-stronco-il.html

CONDANNATO CHI HA MINACCIATO BORROMETI

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Mafia: Fondazione Caponnetto, bene condanna per minacce Borrometi (AGI) - Roma, 3 apr. - La Fondazione Antonino Caponnetto, si legge in una nota, "plaude oggi al fatto che chi ha minacciato il giornalista Paolo Borrometi sia stato condannato. I giornalisti non si minacciano e noi siamo con loro. Detto questo occorre tenere alta la guardia su quanto avviene a Vittoria, dove c'e' la mafia". (AGI) Red/Rap

LA PETIZIONE DI SALICI PER ORIOLES RAGGIUNGE IL RISULTATO SPERATO

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“Sono molto contento, è un bel traguardo perché è un successo di tanti“, afferma Luca Salici, giornalista e promotore dell’iniziativa. “Senza quello che Riccardo Orioles ha creato in tutti questi anni, senza la rete che è riuscito a realizzare, non ci saremmo riusciti“. Per Salici è un segnale importante da leggere a più livelli: “È un messaggio alla politica, alle associazioni, alla società civile – commenta – Dopo tante sconfitte, abbiamo dimostrato che riusciamo a fare tante cose se siamo assieme“.poco fa ho detto questo alla stampa

Questa terra bellissima su TV 2000

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“Questa terra sarà bellissima” è una miniserie di due episodi che ci porta all’interno dei vicoli antichi e segreti di una Sicilia dove i volti di testimoni anti-mafia raccontano la loro sfida oltre il territorio. Il primo racconto di Giuseppe Carini ci condurrà dentro il ricordo dell’insegnamento di Don Pino Puglisi, in un commovente e unico ritratto di un ritorno tanto doloroso quanto irripetibile nella terra di Brancaccio. Con le voci di Piera Aiello e Margherita, nella seconda puntata, incroceremo gli sguardi di due donne forti e coraggiose che hanno combattuto nel nome di un destino segnato dalla mafia. Nato da un’idea di Umberto Lucentini, diretto da Giuseppe Carrieri, “Questa terra sarà bellissima” mostra per la prima volta in TV i segni veri e concreti di una lotta di dignità e civiltà che troppo spesso il nostro paese mette in seconda pagina.

Episodio 1 : Storia di Giuseppe

Episodio 2 : Storie di Piera e Margherita

Da un’idea di Umberto Lucentini

Regia – Giuseppe Carrieri

Con Piera Aiello, Margherita Asta, Giuseppe Carini, Daniele Rampello, Tony Colapinto, Laura Piazza, Ugo Giordano, Chiara Torricelli e la giovanissima Myriam Di Bono

Fotografia – Nicola Baraglia

Montaggio – Carlotta Marrucci

Aiuto regia e supervisione generale – Giorgia Benazzo

Sceneggiatura – Chiara Di Sante

Una produzione originale Natia Docufilm

SEGNALIAMO RIFLESSIONE DI FRANCESCA VIAN

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L’Italia dei diritti civili tira momentaneamente un sospiro di sollievo sulla questione dell’esame di stato per gli studenti disabili. Infatti la commissione parlamentare ha accolto le proteste levatesi da più parti sull’imposizione di prove d’esame ‘equipollenti’ a quelle della classe (una protesta anche da questo blog in https://fondazionenenni.wordpress.com/2017/02/11/prove-desame-uguali-il-ministro-fedeli-ci-ripensa/). Essa ha riformulato il testo del decreto, così come aveva promesso il ministro Fedeli, proponendo: “In sede di esame di stato sostiene prove differenziate coerenti con il percorso svolto, con valore equivalente ai fini del superamento dell’esame e del conseguimento del diploma.” Una frase chiarissima e coerente con l’esperienza delle scuole italiane. Un grande sollievo per tutti. Rimangono ancora, però, motivi di preoccupazione. Le prove per l’esame conclusivo del primo ciclo saranno: Italiano, Matematica, Inglese più il colloquio. Anche questa disposizione è positiva perché l’esame attuale ha cinque scritti ed è decisamente troppo impegnativo per studenti così giovani. Si è ammessi all’esame con la media del 6, e non con tutti 6: una differenza essenziale e indubbiamente positiva, che mette fine a un ostacolo imposto dal ministro Gelmini, per il quale con un solo 5 si poteva essere bocciati, ostacolo che soltanto il buon senso ha superato, nella vita reale, portando a 6 gli eventuali 5. Ma quanto buon senso ci è voluto, per anni, in tutta Italia! Una formulazione come quella oggi proposta, appoggiata anche dalla presidente della commissione cultura della Camera, onorevole Flavia Nardelli, è senza dubbio migliore. Il buon senso va anche allo Stato, oltre che ai Consigli di classe! La prova nazionale prevede anche l’Inglese, oltre ai tradizionali Italiano e Matematica, e viene effettuata in aprile. Per i ragazzi con diverse abilità anche queste prove sono differenziate, con eventuale possibilità di esonero, così come avviene – del resto – anche per le altre prove impartite dai docenti in corso d’anno. Questo punto ahimè è in parte pasticciato con un lessico non coerente, alludendo a “misure compensative e dispensative”, “adattamento della prova”. Rimane però ancora senza dubbio una questione del tutto inaccettabile. La commissione propone: “Agli alunni con disabilità che non sostengono l’esame viene rilasciato un attestato di credito formativo.” (articolo 12, comma 7). Perché uno studente dovrebbe non sostenere l’esame? Cosa potrebbe succedergli? Lo stesso Atto 384, decreto delegato applicativo della legge chiamata “Buona scuola”, garantisce ai malati e ai ricoverati il diritto all’esame, perfino se non fossero in grado di raggiungere la sede delle prove. Ora ci si chiede: agli studenti diversamente abili, cosa potrebbe invece succedere? Perché non dovrebbero sostenere le prove? Perché una simile precisazione non viene asserita anche per gli altri studenti? Rispondo io. L’ultima volta che una mia studentessa non si è presentata all’esame, era scappata di casa da tre giorni. L’abbiamo cercata e trovata, ancor prima dei carabinieri. Le abbiamo indetto immediatamente prove suppletive, per le giornate che aveva perso. Senza arrivare a casi così estremi, è più frequente che vi sia un attacco di panico. Insomma, se uno studente non va all’esame: o si chiamano i carabinieri, o ci si rivolge al medico. Analogamente dovrebbe essere per lo studente diversamente abile. Invece non ci si scompone nemmeno… peggio! Si codifica la sua possibile assenza in un comma, assenza ritenuta invece allarmante per un altro studente. Si cade quindi in un grave pregiudizio, se non proprio in un atto discriminatorio. Va dato atto alla commissione parlamentare di avere ascoltato i cittadini e le loro proteste, almeno allo stato dei lavori della commissione parlamentare, relativamente a questo decreto delegato numerato 384. Di avere ascoltato chi è giusto che sia ascoltato, perché ha gli abiti sporchi di gesso… Saltare l’esame non ha alcun senso. Se davvero – da qualche parte – vige questa pratica, è ora che finisca. L’esame è un diritto di tutti: non suggeriamo l’idea che uno studente diversamente abile possa starsene a casa, mentre a uno studente non coperto da legge 104, se ha problemi, gli si corre dietro anche in ospedale, a casa, in carcere, o ovunque egli sia. Richiamo l’asserzione recente del ministro Fedeli: “Ora parte la fase di ascolto dei soggetti coinvolti. I testi finali saranno frutto della massima condivisione possibile.” Sono dunque sicura che – anche su questo punto – si possa continuare a dialogare, proprio ora che, dopo il parere espresso dalla Commissione, si va verso la fase conclusiva. This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it

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