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CALLERI (FOND. CAPONNETTO): RIINA - OCCHIO A CHI VUOLE ABOLIRE IL 41 BIS

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Riina non può morire nella sua Corleone. Si pensi pure alla sua salute per accompagnarlo senza dolore alla morte rappresentando in questo la superiorità dello Stato democratico nei confronti di cosa nostra... Le strutture idonee non mancano.

Ma in questo momento non vorrei che il buonismo peloso di qualcuno volesse utilizzare la questione di Riina per abolire il 41 bis perchè inumano. Il 41 bis non è inumano ed è nato con la legge Gozzini nota per essere un esempio di civiltà.

Vigiliamo affinchè ciò non avvenga.

Salvatore Calleri

(Fond. Caponnetto)

 

 

FONDAZIONE CAPONNETTO A CAPO D'ORLANDO

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Oggi la Fondazione Caponnetto ha incontrato, a Capo D'Orlando (ME), i referenti e amici siciliani.  La riunione, presieduta dal Presidente Salvatore Calleri, ha dettato le linee guida da seguire nel contrasto alle mafie, delle nuove strategie e l'innalzamento dell'attenzione del fenomeno. La Sicilia è terra ricca di storia e di cultura e i siciliani fanno dell'accoglienza un valore aggiunto. Si ringrazia Alessio, Giusi, Pasquale e Elena per il lavoro svolto e quanto ancora faranno in onore di colui che ha lasciato un'eredità pesante ma che NOI tutti siamo orgogliosi di aver raccolto. Grazie Nonno Nino.

FOCUS OMCOM SU ASSE CRIMINALE BELGIO - SICILIA

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link su asse criminale Belgio - Sicilia

25 ANNI DOPO: ATTUIAMO LE SUE INTUIZIONI di Salvatore Calleri

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A 25 anni dalla strage di Capaci mi piacerebbe parlare del "metodo Falcone" da un punto di vista della utilità oggi, se questo fosse stato attuato. Falcone ha avuto tre intuizioni: 1) la regola del seguire i soldi; 2) la direzione nazionale antimafia; 3) la direzione investigativa antimafia. Premettendo che considero la normativa antimafia italiana, tra le mille difficoltà del nostro paese, una delle migliori al mondo con la magistratura e le forze dell'ordine tra le più preparate in assoluto, non posso però fare a meno di notare che le tre intuizioni di Falcone sono state prese in considerazione solo in modo parziale. Questi argomenti ho avuto modo di trattarli in modo diretto con uno dei miei maestri di vita: Antonino Caponnetto, il grande capo del pool. 1) La regola di seguire i soldi ha prodotto molto dal punto di vista del sequestro dei beni ma ad oggi lo si deve ammettere non ci stiamo impegnando a fondo per il contrasto al mega riciclaggio internazionale passante anche per l'Italia: la magistratura e le forze dell'ordine non hanno le capacità necessarie, con disposizioni interne magari miranti al numero delle operazioni piuttosto che alla qualità. 2) La direzione nazionale antimafia è nata e funziona molto bene, ma ha compiti di coordinamento. Per Falcone sarebbe stato meglio attribuirgli maggiori poteri che il parlamento gli negò. Gelosie tra magistrati. 3) La direzione investigativa antimafia è tra le intuizioni di Falcone quella che è stata attuata peggio. La Dia avrebbe dovuto essere l'unica ad occuparsi del contrasto alla mafia in modo centralizzato. Le gelosie tra corpi non l'hanno permesso e di fatto non è mai decollata. Con una Dia come da "modello Falcone" i soldi si sarebbero potuti seguire meglio. A 25 anni dalla scomparsa di Falcone per ricordarlo come merita rendiamo operative le sue intuizioni... Il resto non conta.

ALCUNE DOMANDE SPONTANEE PER I CANDIDATI ALLE PROSSIME ELEZIONI AMMINISTRATIVE

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Alcune domande da fare ai candidati che si presenteranno sorgono spontanee in vista delle prossime elezioni amministrative:  1) la mafia e la criminalità organizzata nel vs comune esistono? 2) se si per voi come sono e come si manifestano? 3) come intendete combatterle?

 

Salvatore Calleri

Presidente della Fondazione Caponnetto

INIZIATIVA AD ABANO CONTRO L'OMERTÀ

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Dalla riflessione sulle tragedie di ieri, si volge l’impegno del presente, per un futuro da disegnare con i caratteri dell’ideale, l’ideale per cui tanti giovani sono ancora disposti a lottare, l’ideale per cui molti uomini e donne indimenticati, indimenticabili, hanno sacrificato la loro vita. In serata, invece, la memoria della strage viene proposta a tutta la cittadinanza, quella strage in cui persero la vita, oltre al giudice, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Sopravvissero all’attentato: Paolo Capuzza, Gaspare Cervello, Giuseppe Costanza e Angelo Corbo.Lo stesso copione viene proposto al mattino ai ragazzi delle scuole di Abano Terme, in continuità ideale con la volontà del giudice Caponnetto, che dedicò gli ultimi anni della sua vita a girare per le scuole, invitando i giovani a reagire ai soprusi, diventando ‘giovani sentinelle della legalità’. I 400 studenti parteciperanno gratuitamente all’evento offerto dai concittadini grazie alla promozione del ‘biglietto sospeso’, prassi consolidata della Fondazione Caponnetto.Poi parlerà Angiolo Pellegrini, brillante ufficiale dei carabinieri, che ha lottato accanto a Falcone, e ha reso la testimonianza di quei momenti nel libro “Noi, gli uomini di Falcone”. Capitano dei carabinieri a Palermo nel 1981, Angiolo ha guidato la sezione anticrimine, ed ha effettuato le indagini sugli omicidi, sulla criminalità, sul lungo cammino di dolore, che per la mafia è normale pratica affaristica.   La lotta a Cosa Nostra si è fatta serrata e vincente, con le indagini confermate con la sentenza di primo grado del maxiprocesso datata 16.12.1987. Angiolo Pellegrini ci dirà cosa non ha funzionato in seguito, perché la mafia spande ancora il suo orrore, perché non vinse lo stato, se non alcune importanti battaglie, perché la guerra non è ancora volta al termine. Con lui parlerà anche il dottor Domenico Bilotta, responsabile nazionale scuola della Fondazione Antonino Caponnetto, che ha organizzato l’evento.  Ivan interpreta i quattro protagonisti Giovanni Falcone, Tommaso Buscetta, Michele Greco, Totò Riina; ma anche tutti gli altri protagonisti, ritagliati sullo sfondo etico di chi sa servire lo stato fino al sacrificio, e di chi lo umilia con il compromesso. In uno splendido intrecciarsi di emozioni, Giovanni Falcone, rappresentato da una giacca chiara, convince Tommaso Buscetta che non esiste più l’“uomo d’onore”, ma soltanto “l’uomo” e “mi creda, Buscetta, sarà la cosa più difficile”. Ivan Di Noia, giovane attore di Barabao Teatro, vide da bambino alla televisione la strage e avvertì dentro di lui che l’infanzia se ne era andata, tumultuosamente segnata dalla crudeltà di un mondo che non riconosceva più. Ora propone alla cittadina termale la sua splendida rivisitazione del maxiprocesso alla mafia, “Omertà. Capaci, 23 maggio 1992”, realizzata dal teatro Barabao, per la regia di Romina Ranzato, con l’organizzazione di Micaela Grasso, coordinatrice di Teatro Ragazzi Calendoli (prenotazioni telefono 3939812287). Abano Terme commemora l’anniversario della strage di Capaci, unendo nello spazio della stessa serata due diversi momenti di riflessione: la brillante rappresentazione scenica di Ivan Di Noia sul maxiprocesso alla mafia; l’intervista al generale Angiolo Pellegrini, che fu tra i più validi aiuti di Giovanni Falcone. Due momenti diversi, ma ugualmente allineati idealmente, votati a non interrompere il filo della memoria che tiene vivo lo sdegno per le stragi di mafia. 
Intervista al Generale Angiolo Pellegrini, autore del libro "Noi, gli uomini di Falcone"Omertà, Capaci 23 maggio 1992via S. Pio X 1, Abano Terme (PD)Cinema Teatro Marconi In memoria della strage di Capaci 22 maggio 2017
COMUNICATO STAMPA 22 maggio

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