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L’antimafia istituzionale

Gli organi creati appositamente per la lotta alla crimininalità organizzato sono essenzialmente due:
la Direzione Nazionale Antimafia e la Direzione Investigativa Antimafia.

La Direzione Nazionale Antimafia
E’ stata istituita con la legge del 20 gennaio 1992 n.8, nell'ambito della Procura generale presso la Corte di Cassazione, ed ha il compito di coordinare le indagini relative alla criminalità organizzata. La DNA è diretta dal Procuratore nazionale antimafia (PNA), nominato direttamente dal Consiglio Superiore della Magistratura. Il PNA si avvale, per il suo lavoro, delle indagini svolte dalla Direzione Investigativa Antimafia (D.I.A.) che dipende da Ministero. Infatti, il PNA non ha né il potere di indagine né quello dell’esercizio dell'azione penale. Il Procuratore collabora con i magistrati addetti alle indagini antimafia, le Direzioni Distrettuali Antimafia (DDA); risolve eventuali conflitti riguardanti lo svolgimento delle indagini; assume le indagini preliminari svolte dai procuratori distrettuali, se non sono state osservate le direttive impartite o non si è efficacemente realizzato il coordinamento. Il PNA risponde al Procuratore generale presso la Corte di Cassazione, che riferisce al Consiglio Superiore della Magistratura, sia per l’attività della DNA sia per le attività delle DDA.

Funzioni del Procuratore Nazionale Antimafia Le funzioni del PNA sono (art. 371 bis c.p.p.) "funzioni di impulso" per:
· rendere effettivo il coordinamento delle attività di indagine,
· garantire la funzionalità dell'impiego della polizia giudiziaria nelle sue diverse articolazioni,
· assicurare la completezza e tempestività delle investigazioni,
· risolve eventuali conflitti riguardanti lo svolgimento delle indagini

Poteri del Procuratore Nazionale Antimafia
Tra i poteri esercitati dal Procuratore:
· potere di acquisire ed elaborare notizie, informazioni e dati attinenti alla criminalità organizzata,
· potere di accedere ai registri delle notizie di reato e alle banche dati costituite presso le Procure distrettuali,
· potere di applicazione temporanea di magistrati della stessa direzione nazionale o delle direzioni distrettuali per soddisfare specifiche e contingenti esigenze investigative o processuali,
· potere di avocazione delle indagini preliminari svolte dai procuratori distrettuali, allorché il coordinamento non risulti possibile per inerzia o violazione di doveri.

Nell’ottobre del 2005 il Consiglio Superiore della Magistratura nomina procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, con 18 voti favorevoli (tra cui quello del vice presidente, Virgilio Rognoni di Unicost, Magistratura Indipendente, Movimento per la Giustizia) e 5 astensioni (Magistratura democratica).

Direzione Investigativa Antimafia
È stata costituita con la legge del 30 dicembre 1991 n.410 con il compito di coordinare lo svolgimento dell’attività investigativa specializzata sulla criminalità organizzata. Si avvale di un organizzazione interforze ed opera a livello nazionale. Dipende dal Ministero dell’Interno.
La DIA è diretta da un Direttore scelto, a rotazione, tra gli alti funzionari della Polizia di Stato, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza.
La DIA gode di autonomia gestionale amministrativo-contabile - si compone di una Struttura centrale e di una Struttura periferica, costituita da 12 Centri Operativi (Torino, Milano, Genova, Padova, Firenze, Roma, Bari, Napoli, Reggio Calabria, Catania, Palermo e Caltanissetta e 7 sette Sezioni Operative (Trieste, Salerno, Lecce, Agrigento, Messina, Catanzaro e Trapani).


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